STORIA DEL SANTUARIO DI MONTESPINETO

 

 

Monte Spineto

Monte Spineto (in ligure e piemontese Monte Spinè) (459 m s.l.m.)

Paese                              Italia

Regione                           Piemonte

Provincia                         Alessandria

Altezza                            459 m s.l.m.

Catena                             Appennino ligure

Coordinate                       44°26′38″N 8°31′48″

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Santuario Madonna Di Monte Spineto
Via Monte Spineto,  Sn         –   15060 Stazzano    –   (Alessandria)

Rettore:   Falchetti Don Sesto
Cell. Del Rettore: 339 8619307
E-mail del Rettore: sesto.falchetti@virgilio.it

BLOG: http://montespineto.wordpress.com/
Codice Fiscale: 92004000060
Codice: 01468-02519453
Forma Giuridica: Santuario
Fa parte della categoria: Parrocchia a Stazzano (Santuario) Il rettore viene nominato direttamente dal Vescovo.

Lungo lo strada statale e la ferrovia che da Tortona conduce a Genova, di fronte alla grossa borgata di Serravalle Scrivia, paese con più di 6300 abitanti, domina dall’alto con il suo campanile svettante nel cielo il Santuario di Montespineto.
È l’ultimo contrafforte dell’Appennino Ligure posto tra la valle Scrivia e la val Borbera.
Oltrepassato il ponte sul torrente Scrivia, che unisce Serravalle a Stazzano, paese di più di 2400 abitanti, in provincia di Alessandria, appare evidente l’indicazione e la segnaletica per raggiungere la sommità del monte che domina la sponda sud del torrente. Si innalza una altura la cui sommità viene chiamata dai valleggiani: “Monte”.
Sì, sembra proprio un monte infatti in poco più di due chilometri di salita, sia partendo dal paese di Stazzano che da quello di Serravalle, si passa da 225 metri, altezza delle vallate, a 459 metri, sommità del monte! Gli ultimi 800 metri poi sono alquanto ripidi, con 4 tornanti, a gomito, proprio da vera montagna!
Interamente compreso nel comune di Stazzano a breve distanza dal comune di Serravalle Scrivia e di Vignole Borbera si erige il Santuario della Madonna di Montespineto.
E’ commovente e allo stesso tempo interessante sapere che il Santuario, come tanti altri Santuari della zona e non, riporta le sue origini ad un’epoca molto lontana.
Quando si ha a che fare con i luoghi santi, accade quasi sempre che la storia s’intreccia con la leggenda.
Storia e leggenda risalgono agli inizi del secondo millennio.
La prima importante testimonianza l’abbiamo fin dal 1155, quando, in occasione della campagna dell’imperatore germanico Federico Barbarossa contro Tortona, una delle schiere assoldate dall’imperatore, si spinse fino a Stazzano, saccheggiandolo, incendiandolo e mettendo a ferro e fuoco e radendo al suolo il borgo ed il non lontano castello di Serravalle.
Gli abitanti del paese lasciarono allora le proprie case e, per sottrarsi alla furia della soldataglia, si ripararono sulle alture del monte,  conosciuto allora col nome di Monte Arimanno, raccomandando la loro salvezza alla Beata Vergine Maria Madre di Dio.
Le loro invocazioni furono ascoltate e la protezione che ne ebbero fu altrettanto palese.
Quando le truppe nemiche si ritirarono, gli stazzanesi vollero innalzare sul colle una piccola cappella,  in onore della Madonna del Monte che li aveva protetti in quel drammatico frangente.
Questa fu la prima cappella del luogo dedicata alla Madonna.
In seguito, col trascorrere degli anni, data anche la difficoltà di salire fino alla cima per sentieri insicuri e scoscesi, ricoperti di una fitta vegetazione di bosco e di sottobosco, con la presenza di non pochi animali selvatici, fu dimenticata e cadde ed andò in rovina.
Altre volte nel corso della sua lunga storia la popolazione delle vallate fu costretta a rifugiarsi sul monte, sempre in seguito ad invasioni ed a devastazioni di cui fu oggetto il territorio e tutte le volte il piccolo edificio passava dallo stato di abbandono e decadenza ad una ristrutturazione o addirittura ad una ricostruzione ed altalenante devozione più o meno lunga nel tempo.
Agli inizi del secolo XVII si ripeté per Stazzano e dintorni il grosso pericolo di secoli prima, con una nuova violenta aggressione militare questa volta da parte delle truppe francesi. Gli stazzanesi fuggirono nuovamente sul monte, chiamato ora con il nome di monte Spigno per la presenza di una gran quantità e varietà di cespugli spinosi che ricoprivano e tutt’ora ricoprono le pendici del monte, fra i quali spiccavano i biancospini.
Qui si raccolsero di nuovo in fiduciosa preghiera e, non essendoci più la primitiva piccola cappella innalzarono sulla cima una croce.
Proprio in quei giorni, era l’anno 1620, durante l’invasione dei francesi, si verificò il prodigio della candida colomba, di cui parlano la tradizione e le cronache del tempo, prodigio che si riscontra nel Santuario nel dipinto che corona il soffitto dell’Abside dietro l’altare e nella vetrata sopra il portone d’ingresso.
Per parecchi giorni attorno ai fedeli in preghiera si vide svolazzare, senza alcun timore, una candida colomba che ad un certo momento andò a posarsi sopra un cespuglio di biancospino, prodigiosamente fiorito fuori stagione, poco distante dalla croce.
La gente ebbe chiara la sensazione che fosse la Madonna stessa che veniva ad ascoltare le preghiere a lei rivolte con fiduciosa devozione.
Una circostanza particolare sottolineò la tangibile protezione della Madonna.
Nello stesso momento in cui la colomba si posava e l’albero fioriva, una giovinetta, salita anch’essa con i compaesani, ritenuta fino a quel giorno sordomuta dalla nascita, mentre pregava accanto al biancospino, all’appollaiarsi della bianca colombella, riacquistò l’uso della favella e parlò, anzi gridò la notizia per annunciare l’evento. Per otto giorni la colomba rimase sospesa ed accovacciata sul cespuglio.
Nonostante le difficoltà del tempo ed il pericolo dei soldati la notizia si divulgò rapidamente e molti furono i fedeli delle vallate che vollero vedere dal vivo l’evento e si recarono in pellegrinaggio presso la Croce. Anche il vescovo di Tortona, vide di persona il miracolo.
Tutti ritennero e videro l’episodio come il simbolo di speranza in un momento di grande costernazione della popolazione.
Come espressione di gratitudine, di devozione e d’ amore di tutto il paese versola Vergine Santissima, fu desiderio unanime di ricostruire l’antica cappella, più grande e più bella. Il Vescovo allora decise di costruire un Santuario vero e proprio.
Il piissimo Vescovo, Mons. Paolo Arese, detto il Santo, che governòla Diocesidi Tortona dal 1620 al 1644, salì sul monte per la posa della prima pietra nel 1629 e dispose che l’altar maggiore si elevasse sul punto stesso del biancospino fiorito su cui si era posata la colomba.
Nell’anno 1633 e sulla sommità la costruzione del Santuario era quasi ultimata.
Il Santuario non poté che assumere il nome dal biancospino scelto dal candido volatile, il tipo cespuglio di biancospino, dei tanti che peraltro ricoprono ancor oggi le pendici del monte.
Il Vescovo volle che il Santuario venisse dedicata alla Nostra Signora di Monte Spineto .
Sorse così l’attuale Santuario, nella sua primitiva struttura.
Tra il 1839 e il 1840 il Santuario subì lavori nel presbiterio.
Nel 1853 fu costruito il campanile in pietra a vista.
Nel 1866 venne aggiunta nella parte anteriore un’arcata alla navata centrale ed alle navate laterali e venne decorata la facciata, inquadrata da lesene e sormontata dal monogramma mariano.

Di notte!

Di notte!

Il Rettore:  –  Falchetti don Sesto
Tel: 3398619307
e-Mail: sesto.falchetti@virgilio.it


 https://montespineto.wordpress.com/

7 risposte a “STORIA DEL SANTUARIO DI MONTESPINETO”

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  2. boscolo francesco roccagrimalda (AL) ha detto:

    ho visitato il sito è molto bello …….penso che appena il tempo lo permetterà verrò a visitarlo di persona ……adesso sono reduce da una brutta broncopolmonite che mi ha costretto in ospedale per 25 lunghi giorni ,ora sono in convalescenza ne avrò per un po ,vado molto lento nella ripresa , sono molto devoto alla MADONNA per questo voglio venire a trovarla lì ( non conoscevo quel posto ) debbo dire che mi piace molto,dite una preghiera per me ….grazie

  3. Quando nel 1988, dopo tanti anni, Silvano era tornato a Vignole Borbera, con la moglie Maria, la figlia Sara e il padre Lorenzo, aveva guardato il Santuario di Montespineto con affetto.
    L’aveva rivisto sempre là in alto, come lo ricordava, e pareva quasi di toccarlo allungando una mano. Era una parte integrante di Vignole e dominava dall’alto la Parrocchiale di San Lorenzo con la sua piazza omonima .
    Per Silvano rivedere il Santuario era stato come rivedere un vecchio amico, una figura cara , che gli era rimasta impressa nell’anima e che l’aveva sempre accompagnato nei suoi ricordi, dopo il trasferimento a Minturno, nel centro Italia.

    Silvano Masini – 9 aprile 2013 – ore 15.23

  4. Roberto ha detto:

    Molti anni fa , a causa di vari dispiaceri capitati in un breve periodo , pensavo che la mia vita fosse arrivata ad una sorta di “capolinea” dove non hai piu’ risorse , non vedi alcuna soluzione ai tuoi problemi . L’ angoscia costante non mi permetteva di dormire , pensare , riflettere , ero disperato , piangevo continuamente convinto che non sarei mai uscito da quella situazione per me irreversibile , ho considerato anche il suicidio per porre fine a quella vita che non mi offriva ormai piu’ nulla….. Poi ho pensato all’ unica persona che mi stava vicino in quei momenti : mia madre , l’ avrei condannata , distrutta , se avessi commesso un gesto estremo , non potevo , non dovevo farlo………Ho guardato il cielo , ho visto il Santuario della Madonna sul monte , sono andato a pregare la Madonna col Bambino con tutta la forza e la fede che avevo ancora in me in quella mattina d’ estate , pregai in ginocchio per non so quanto tempo………dopo me ne andai un poco sollevato , ma con una speranza nel cuore……
    Dopo un po’ di tempo le cose cambiarono in meglio , continuai a pregare la Madonnina di non abbandonarmi di aiutarmi di darmi la forza per superare quei momenti . Con la Fede che non mi ha mai abbandonato , che considero un “dono” ricevuto ho superato quel triste periodo e ora sono consapevole di essere stato aiutato………Sono passati tanti anni da allora e ogni tanto torno sempre lassu’ al Santuario per una preghiera anche per la mia mamma anziana . E’ stata la prova estrema della mia vita che mi ha aperto il cuore e la mente per sempre.

  5. Mario Sammarco ha detto:

    Ho ricordi bellissimi della mia gioventù, legati al santuario, all’epoca il rettore era don Luigi Prada, ed io in procinto di entrare in Seminario, fui ospitato per un mese in quel luogo, servivo messa e aiutavo presso il ristorante, in cambio di lezioni di pianoforte.
    Ho ancora scolpiti nella mente , l’odore di incenso della chiesa, e gli innumerevoli quadretti per grazia ricevuta, ed infine il senso di pace solitaria che era un ristoro per lo spirito.
    Oggi non sono più un credente, ma da ateo sento la mancanza dell’appartenenza alla famiglia cristiana, e la felicità che essa mi dava.
    Monte spineto , è uno dei luoghi che più ho amato, e che sempre ricorderò.

  6. simone ha detto:

    uno dei luoghi piu belli che abbia mai visitato. credo estremamente nella presenza della madonna di monte spineto. in questi giorni sta salvando la mia vita e la mia famiglia. sarò riconoscente per sempre.

  7. Gent.mo don Sesto Falchetti – Rettore del Santuario di Montespineto – Stazzano (Al). Gradirei ricevere il giornalino cartaceo ” Madonna di Montespineto”. Può farmi conoscere le modalità per l’abbonamento annuale ? Grazie.
    Silvano Masini – Via Tremensuoli da l Sottopassaggio, 25 – 04026 – Minturno -Latina. silvanomasini@yahoo.it. 20 ottobre 2015 – ore 20.51.-

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